Tavolo Natuzzi
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Natuzzi: riprende il dialogo tra azienda e sindacati

In discussione anche il futuro dello stabilimento di La Martella

Riparte il confronto tra Natuzzi, azienda operante nel settore dell'arredamento di alta gamma che coinvolge oltre 1.800 lavoratori, le istituzioni locali e le parti sociali, dopo lo stop determinato dalle contrarietà dei sindacati sul piano di rilancio 2026-2028 del gruppo, in particolare sulla continuità produttiva dei siti in Puglia e Basilicata e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali.

A causa dello scenario internazionale molto incerto per le guerre e anche a causa dei dazi negli Stati Uniti, mercato di riferimento di Natuzzi, l'azienda di Santeramo deve rivedere i suoi piani perché c'è un calo negli ordinativi. Questo comporta dei sacrifici per i livelli occupazionali (il primo piano industriale di rilancio prevede 479 uscite di lavoratori).

Ieri si è tenuto un altro incontro al Mimit - Ministero delle imprese e del made in Italy, su indicazione del ministro Adolfo Urso. La Natuzzi ha ribadito l'impegno a tutelare l'intero perimetro occupazionale. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di un confronto approfondito sul piano industriale in tutte le sue articolazioni. È stato inoltre evidenziato che l'azienda dovrà condividere tutti i dettagli sulle decisioni che riguardano l'assetto industriale. I sindacati hanno infine ribadito la richiesta di sospendere ogni decisione fino alla conclusione del confronto.

Le parti hanno concordato di proseguire il dialogo in sede ministeriale: i prossimi incontri sono fissati per il 10 e l'11 marzo.

Per le organizzazioni sindacali rimane prioritario affrontare congiuntamente:
▪ il percorso di internalizzazione delle produzioni e il rientro dei volumi produttivi in Italia (dalla Romania);
▪ ogni ipotesi riguardante chiusure o riorganizzazioni di stabilimenti;
▪ le eventuali politiche di incentivazione all'esodo, che dovranno avvenire esclusivamente su base volontaria e dentro un quadro condiviso;
▪ la definizione di un piano industriale credibile, sostenibile e trasparente nei dati economici e produttivi.

"Le organizzazioni sindacali considerano positivo l'avvio di questo percorso in capo al ministero, che recepisce le richieste avanzate nei mesi scorsi - hanno scritto in un comunicato -. Nessuna decisione sul futuro delle lavoratrici e lavoratori può essere assunta senza confronto e condivisione. Solo al termine del confronto che vedrà sedersi al tavolo Feneal Uil , Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs sarà possibile esprimere un giudizio compiuto sulle scelte da assumere per il futuro dei lavoratori e dell'azienda".

E, restando in tema di iniziative sindacali, si è tenuto uno sciopero con presidio davanti alla sede centrale di Natuzzi Spa a Santeramo, da parte di Cobas-Lp e Usb-Lp. Anche queste due sigle oggi erano a Roma. "Purtroppo le distanze tra sindacati e azienda si sono rivelate ancora distanti - hanno comunicato - tuttavia si è deciso di continuare la trattativa al Mimit il 10 e 11 marzo p.v."
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