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Vertenza Natuzzi: non chiude sito di Matera

Invece stop in stabilimenti di Altamura e Santeramo

Nuovo incontro a Roma, al Ministero delle imprese e del made in Italy, per la vertenza del Gruppo Natuzzi.

L'azienda ha illustrato alle istituzioni e alle parti sociali la propria situazione di difficoltà economico-finanziaria e industriale, che richiede l'avvio di un percorso di riorganizzazione. In questo quadro, la società ha comunicato l'accesso alla procedura di composizione negoziata della crisi, che consentirà, nell'arco di un anno, di gestire il processo di risanamento con l'obiettivo di tutelare la continuità aziendale, ripristinare gradualmente l'equilibrio economico-finanziario e creare le condizioni per il rilancio dell'impresa. La procedura sarà seguita da un esperto indipendente, incaricato di favorire il confronto tra l'azienda e i soggetti coinvolti e di monitorare l'attuazione del percorso.

Secondo quanto si è appreso, si fermeranno le attività a Jesce 2 a Santeramo e ci sarà il fermo temporaneo per Altamura-Graviscella e per l'altro stabilimento di Santeramo. A Matera l'attività andrà avanti.

"Con il tavolo di oggi compiamo un primo passo concreto per accompagnare Natuzzi nella composizione negoziata della crisi, con il pieno sostegno delle istituzioni. Occorre costruire rapidamente un'intesa tra tutte le parti e utilizzare al meglio l'anno previsto dalla procedura per affrontare criticità che non nascono oggi, ma si trascinano da quasi vent'anni", ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso. "Il nostro obiettivo è chiaro: restituire sostenibilità e prospettive di sviluppo a un'eccellenza del Made in Italy e a un presidio produttivo fondamentale per Puglia e Basilicata. Nelle prossime settimane lavoreremo alla sottoscrizione di un protocollo d'intesa e, prima della pausa estiva, alla definizione di impegni concreti per il rilancio dell'azienda. Il Governo farà fino in fondo la sua parte e chiediamo all'impresa di fare altrettanto".

"È fondamentale conoscere l'obiettivo da raggiungere una volta completato il percorso della composizione negoziata per avere garanzie sulla continuità produttiva dell'azienda. In questo senso abbiamo proposto di avviare un percorso condiviso, accompagnato da un monitoraggio costante presso il Ministero. Siamo a un tavolo governativo, e gli impegni assunti devono essere rispettati da tutti", ha dichiarato Bergamotto. "Il Governo farà la propria parte fino in fondo, accompagnando questo percorso con responsabilità e determinazione, perché la scelta che siamo chiamati a compiere oggi è una scelta per i lavoratori, per il territorio e per l'Italia", ha concluso.

Nel corso del confronto, l'azienda ha inoltre riferito di voler procedere, nell'ambito delle misure di contenimento dei costi, a una temporanea delocalizzazione in Romania di alcune fasi produttive, per un volume stimato pari a circa l'8% della produzione aziendale. La società ha confermato, al tempo stesso, la volontà di mantenere operativi quattro dei cinque stabilimenti attuali, prevedendo per i siti un percorso di efficientamento e razionalizzazione. Il Ministero ha assicurato il costante monitoraggio della procedura e la disponibilità ad affiancare l'azienda, con l'obiettivo di salvaguardare i livelli occupazionali, garantire la continuità produttiva e favorire il rilancio competitivo dell'impresa.

Le parti sono convocate il 24 giugno per definire un protocollo operativo che stabilisca impegni reciproci tra azienda, sindacati e istituzioni, individuando strumenti e misure per sostenere il percorso di risanamento e rilancio del gruppo.
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