
Scuola e Lavoro
Vertenza Natuzzi, firmato accordo su cassa integrazione
Al 62% sino alla fine del 2026
Matera - martedì 19 maggio 2026
16.57
È stato sottoscritto oggi, presso il Ministero del Lavoro, l'accordo sulla cassa integrazione straordinaria per le lavoratrici e i lavoratori del gruppo, un'intesa che apre una nuova fase di confronto sul futuro industriale dell'azienda e sulla salvaguardia occupazionale. L'accordo prevede una rimodulazione della Cigs con una riduzione massima del 62% fino alla fine del 2026, misura che consente di garantire maggiore tutela ai lavoratori in attesa della definizione del nuovo piano di rilancio industriale.
L'intesa stabilisce, inoltre, la disponibilità, da parte dell'azienda, di 6 milioni di euro destinati alla gestione della prima fase del percorso di incentivazione all'esodo su base volontaria. I criteri operativi saranno condivisi con le rappresentanze sindacali, favorendo così la ripresa di relazioni industriali strutturate e un percorso graduale di gestione della crisi.
Prossimo incontro il 27 maggio nella sede del Ministero delle imprese e del made in Italy.
"Il confronto sindacale e istituzionale ha permesso di modificare l'impostazione iniziale, introducendo maggiori garanzie per le lavoratrici e i lavoratori rispetto alla procedura di cassa integrazione e alle posizioni aziendali - sostengono i sindacati Cobas e Usb -. L'intesa, tuttavia, non chiude la vertenza: serve ora proseguire il confronto al MIMIT per ottenere risposte chiare e verificabili sul futuro industriale del Gruppo Natuzzi. Confronto sostenuto in tutto questo tempo dai presidi e dalle manifestazioni promosse da tutte le sigle sindacali e ampiamente partecipate dalle lavoratrici e dai lavoratori. Da oggi pretendiamo delle risposte chiare sul progetto industriale, senza le quali continueremo e rafforzeremo le iniziative di mobilitazione. L'incontro odierno arriva in un contesto particolarmente complesso per il settore del mobile imbottito, fortemente condizionato dalla crisi dei mercati internazionali, dalla contrazione degli ordini e dalle tensioni economiche globali che stanno colpendo in maniera significativa l'intero distretto produttivo tra Puglia e Basilicata. Le lavoratrici e i lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo. Per questo continueremo a vigilare sull'applicazione dell'accordo e a rivendicare una prospettiva industriale seria, capace di tutelare lavoro, competenze e futuro del distretto del mobile imbottito, sul quale chiederemo al MIMIT e, alla presenza del Ministro Adolfo Urso, le garanzie al centro della nostra azione sindacale. In questi giorni saranno organizzate assemblee con le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli stabilimenti del gruppo".
L'intesa stabilisce, inoltre, la disponibilità, da parte dell'azienda, di 6 milioni di euro destinati alla gestione della prima fase del percorso di incentivazione all'esodo su base volontaria. I criteri operativi saranno condivisi con le rappresentanze sindacali, favorendo così la ripresa di relazioni industriali strutturate e un percorso graduale di gestione della crisi.
Prossimo incontro il 27 maggio nella sede del Ministero delle imprese e del made in Italy.
"Il confronto sindacale e istituzionale ha permesso di modificare l'impostazione iniziale, introducendo maggiori garanzie per le lavoratrici e i lavoratori rispetto alla procedura di cassa integrazione e alle posizioni aziendali - sostengono i sindacati Cobas e Usb -. L'intesa, tuttavia, non chiude la vertenza: serve ora proseguire il confronto al MIMIT per ottenere risposte chiare e verificabili sul futuro industriale del Gruppo Natuzzi. Confronto sostenuto in tutto questo tempo dai presidi e dalle manifestazioni promosse da tutte le sigle sindacali e ampiamente partecipate dalle lavoratrici e dai lavoratori. Da oggi pretendiamo delle risposte chiare sul progetto industriale, senza le quali continueremo e rafforzeremo le iniziative di mobilitazione. L'incontro odierno arriva in un contesto particolarmente complesso per il settore del mobile imbottito, fortemente condizionato dalla crisi dei mercati internazionali, dalla contrazione degli ordini e dalle tensioni economiche globali che stanno colpendo in maniera significativa l'intero distretto produttivo tra Puglia e Basilicata. Le lavoratrici e i lavoratori hanno già pagato un prezzo altissimo. Per questo continueremo a vigilare sull'applicazione dell'accordo e a rivendicare una prospettiva industriale seria, capace di tutelare lavoro, competenze e futuro del distretto del mobile imbottito, sul quale chiederemo al MIMIT e, alla presenza del Ministro Adolfo Urso, le garanzie al centro della nostra azione sindacale. In questi giorni saranno organizzate assemblee con le lavoratrici e i lavoratori di tutti gli stabilimenti del gruppo".
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